The Monkeyflowers: Key Essences for Treating Fear

 

Purple, Sticky e Scarlet Monkeyflower
Essenze chiave per il trattamento della paura

Case Reports A cura della Dott. Marina Angeli
traduzione di Alvise Postinghel

Purple Monkeyflower

Caso A: esperienza personale di ansia a base spirituale

La mia prima esperienza con Purple Monkeyflower è stata a livello personale. Stavo insegnando Terapia delle Essenze Floreali in una classe al Medicum College di Atene, un istituto di recente creazione. Nel prepararmi per il corso, stavo scrivendo delle brevi descrizione delle essenze floreali per i partecipanti agli studi. Quando arrivai al punto di Purple Monkeyflower notai subito una difficoltà nel procedere con la sua descrizione. All’inizio era un blocco incoscio associato ad ansia che in breve divenne però molto più intensa. Alla fine ne divenni consapevole e capii cos’era successo.

Lessi alcune frasi dal Repertorio delle Essenze Floreali quali : “per gli individui il cui grande bisogno di sicurezza e salvezza li porta ad affidarsi alle strutture socio-religiose convenzionali….” La paura di “andare fuori strada e di seguire il proprio percorso può essere accentuata da dogmi religiosi rigidi e severi che includono minacce di punizioni e condanna.” All’improvviso pensai a dogmatici gruppi religiosi. Immaginai come avrei potuto scrivere questo nelle mie note quando avrebbero potuto essere lette da persone che effettivamente appartengono a circoli religiosi tradizionali. Molte di queste persone infatti, pensano in maniera molto dogmatica la quale va contro la libertà interiore.

Tale preoccupazione può non essere facilmente capita da coloro che vivono in un paese multi-religioso o multi-culturale come ad esempio gli Stati Uniti, dove i credi religiosi sono molteplici ed esiste una relativamente bassa influenza da parte della Chiesa. In Grecia, il cristianesimo ortodosso esiste da secoli, ed è strettamente legato alla vita civile. Ha un grande impatto sulla coscienza delle persone, alcune volte anche molto oltre la sola sfera religiosa. Nel tentativo di preservare la loro eredità spirituale, le autorità religiose non trovano sia sempre facile incorporare nuove idee e visioni, specialmente quelle che riguardano la coscienza umana e la sua evoluzione spirituale. La situazione è alquanto complessa, da una parte molti sacerdoti e persone profondamente religiose sostengono caldamente trattamenti alternativi quali l’agopuntura o l’omeopatia, e alla volte esplorano persino filosofie esoteriche, allo stesso tempo altri hanno difficoltà ad accettare persino la ormai scientificamente affermata Psicoterapia, considerandola spiritualmente fuorviante.

Sin da quando ho iniziato a lavorare in ambito psicoterapeutico, i problemi di natura spirituale hanno sempre richiesto un estrema cautela. Alle volte lavoro con clienti che provengono da circoli tipici ortodossi, altre volte sono proprio i sacerdoti a mandare i loro discepoli o i propri membri familiari a ricevere il trattamento con le essenze floreali. In tali casi è importante preservare il cliente dalla possibilità di diventare “scettico” o “paranoico” riguardo la “purezza spirituale” di questo tipo di trattamento. Io cerco di ottenere questo risultato mantenendo la natura del trattamento all’interno dei confini dell’approccio medico alternativo, tenendolo separato dal campo della religione.

All’interno di tale contesto, forse non sorprende che abbia avuto difficoltà nel descrivere un essenza floreale che aiuta le persone a liberarsi dai dogmatici status-quo religiosi e a confidare nella propria guida spirituale. Ho dovuto essere onesta nella mia descrizione, ma allo stesso tempo ho preferito evitare di presentare le essenze floreali come qualcosa che interferisce o si oppone alla dottrina ufficiale della chiesa.

Mi stavo facendo sopraffare dall’ansia fino al punto di sperare di poter eliminare Purple Monkeyflower dalla lista. Ad ogni modo, proprio la qualità e l’intensità del mio malessere mi hanno permesso di “darmi la sveglia.” Capii che stavo esagerando il problema. Mi resi conto che ero spaventata da un possibile conflitto con le “strutture religiose-sociali convenzionali,” e che forse, io stessa avevo bisogno di Purple Monkeyflower in quel momento. Presi immediatamente il rimedio e nei minuti successivi fui in grado di vedere come la percezione del problema cambiava man mano che la mia preoccupazione diminuiva. Sentii tornare nuovamente il coraggio e fui in grado di descrivere Purple Monkeyflower in modo coinvolto ma garbato, evitando di andare contro od oppormi aspramente alle attitudini fanatiche, ma allo stesso tempo senza venire a compromessi con la verità. Provai un grande sollievo e gratitudine per essere stata in grado di preservare la mia libertà interiore e mi sentii anche forte ed ottimista all’idea di andare avanti, nonostante in futuro ci possano essere altre possibili difficoltà di questa natura.

Caso B: un cliente si libera dagli effetti nocivi dei dogmi religiosi

L.M., 49 anni, è un ispettore del Ministero dell’Educazione. E’ sempre stata una cristiana ortodossa tradizionale, sotto la guida di un “padre spirituale.” Per molto tempo ha avuto intenzione di diventare una suora, sebbene non l’abbia mai fatto. Proveniente da una famiglia estremamente autoritaria, L.M. si era creata dei parametri di relazione alquanto pericolosi nel suo rapporto con la chiesa. Era praticamente incapace di prendere la più piccola decisione riguardante la sua vita senza che ci fosse l’approvazione della sua guida spirituale. Quando arrivò da mè per la prima sessione di terapia, molti anni fa, era ormai sull’orlo di una crisi psicotica.

L.M. rispose bene alla cura con le essenze floreali, è fu in grado di fare a meno degli psicofarmaci. In breve, si comprò l’intero set delle essenze inglesi del Dr. Bach ed iniziò ad assumerle scegliendo da sé il rimedio a seconda del bisogno. Iniziò inoltre a partecipare ai gruppi di psicoterapia, modificando lentamente le sue attitudini e il proprio stile di vita.

Ma il processo di cambiamento si rivelò tutt’altro che facile. Le sue guide ed i suoi amici nell’ambito religioso, le intimarono di sospendere immediatamente queste pratiche “sataniche”, attribuendo tutti i suoi problemi alla sua mancanza di totale obbedienza alle autorità religiose, che a loro parere, sapevano meglio cosa fosse giusto per lei.

L.M. diventò estremamente ansiosa e confusa. Voleva proseguire in quello che sentiva andasse bene per lei, ma allo stesso tempo era terrorizzata. Sembrava come se lo spirito e le convinzioni di un’altra persona si fossero impossessati di lei. Non mi stavo relazionando più con la persona che conoscevo, e non c’era alcun modo di trovare un punto di contatto. Divenne diffidente riguardo le essenze floreali che l’avevano così tanto aiutata fino a quel punto, e iniziò ad essere sospettosa e paranoica riguardo chiunque. In realtà la sua paranoia includeva inconsciamente anche la chiesa. Un giorno, dopo essersi confessata con un sacerdote, getto via l’intero set di essenze nella spazzatura.

Ad ogni modo, uno o due anni dopo ricominciò a fluttuare riguardo la situazione. Alle volte era così disperata da voler chiedere di assumere nuovamente le essenze, ma allo stesso tempo interrompeva il trattamento subito dopo, convincendosi di dover rimanere “spiritualmente corretta.” Il tipo di ambiente religioso a cui si aggrappava non era in grado di aiutarla, e non le permetteva nemmeno di cercare questo aiuto altrove.

Durante questo periodo tribolato, L.M. ha fatto uso temporaneo di alcuni rimedi tra cui Holly, Aspen, Walnut e Cerato. Tali essenze le hanno fornito un aiuto, ma a causa del suo atteggiamento discontinuo , non è stato possibile dare il tempo alle essenze di fare un lavoro più approfondito. Non stava facendo alcun reale progresso, continuando a struggersi con gli stessi irrisolti problemi caratteriali, conflitti interiori e tratti nevrotici della personalità.

Aggiunsi quindi Purple Monkeyflower alla sua formula, e da quel momento, la sua convinzione riguardo la terapia con le essenze floreali cambiò drasticamente. Sebbene L.M rimarrà sempre una persona religiosa con valori tradizionali, non lascia più che dei dogmi religiosi interferiscano con la sua logica ed il suo senso della realtà. I suoi problemi si dissipano progressivamente, poiché non esiste più resistenza interiore. L.M è più prevedibile, logica e comunicativa. Purple Monkeyflower si è dimostrato un rimedio chiave in questo caso, rimuovendo il problema che stava alla base della situazione.

Sticky Monkeyflower

Caso A : aiutare a trovare un coinvolgimento più profondo nelle relazioni

R.S. età 20 anni, venne a consulto per un problema di sfiducia riguardo il suo futuro. Stava studiando tecnologia computerizzata, ed era convinto di dover finire gli studi, sebbene avesse scoperto di detestare i computer. R.S è un giovane uomo, attraente, amichevole e con una intensa vita sociale. Ciò che mi colpì fin dalla prima sessione fu l’ansia di questo ragazzo riguardo le sue relazioni con le donne. Sebbene dasse l’impressione di aver bisogno urgente di aiuto riguardo gli studi e l’orientamento professionale, la sola cosa che sembrava realmente interessarlo era la sua vita sentimentale. Non riusciva a visualizzare altro sogno nel suo futuro a parte quello di “avere una bella famiglia.”

L’ansia di R.S era fondata sulla sua incapacità di rimanere con la stessa ragazza per più di qualche giorno o settimana. Mi disse che finiva sempre col sentirsi “annoiato” e che doveva chiudere la storia. Questo succedeva non solo con quelle ragazze per cui provava poco trasporto, ma anche con quelle che gli piacevano davvero. Suo padre è alcolizzato e i suoi genitori erano divorziati. Cosa che successe non tanto per il problema con l’alcool ma per il fatto che il padre era un “donnaiolo” incallito. R.S confidò inoltre di essere fortemente influenzato dalla madre e di descriversi come “piuttosto avventato, spontaneo ed impulsivo.”

Ero preoccupata riguardo il suo problema urgente con la scuola e l’orientamento, quindi suggerii che dovessimo concentrarci con il tema della carriera, dicendogli che era ancora giovane e che le sue relazioni con le donne sarebbero maturate con il tempo. R.S tornò quattro mesi più tardi, molto felice e pieno di entusiasmo, raccontandomi di essere stato in grado di abbandonare la scuola nonostante le pressioni familiari. Aveva trovato il suo ambiente ideale lavorando nel settore del turismo. Sebbene fosse più sollevato e contento, tornò a raccontarmi delle sue difficoltà nelle relazioni : “Ho un problema con le donne…il mio interesse si spegne facilmente, se sto con qualcuna che mi piace e all’improvviso vedo un'altra ragazza che anche mi attrae, voglio avere pure lei. Devo aver ereditato questo problema da mio padre…non riesco a sopportare alcuna manifestazione di gelosia o possessività….”

Durante questa seconda sessione, gli diedi Sticky Monkeyflower senza però menzionargli le sue proprietà, anche visto che non sembrava particolarmente interessato ad approfondire la sua conoscenza delle essenze floreali. Tornò dopo solo due settimane! Le sue prime parole furono : “Ho grandi novità! Ho incontrato una ragazza, e per la prima volta ho sentito davvero il bisogno di stare con lei. Ho sentito che c’era un legame fra di noi. Per due giorni e mezzo sono stato con lei tutto il tempo e non mi sono mai annoiato, nemmeno per un minuto! Questo non mi era mai successo prima….” Decisamente stava raccontando qualcosa di veramente insolito per lui…disse : ”preferisco stare con la mia ragazza invece che uscire con gli amici.”

R.S non è più tornato da quella volta, ma da sua madre ho saputo che ha continuato a vedere la stessa ragazza per un certo periodo, anche se dopo si sono lasciati. La mia opinione è che questa nuova esperienza di reale vicinanza e connessione fu una conseguenza di Sticky Monkeyflower, sebbene egli prese l’essenza per sole due settimane. Forse, il ricordo di questa esperienza, che si è dimostrata così benefica per lui, lo porterà a riviverla ancora in un momento successivo della sua vita.

Caso B: ridimensionare il desiderio sessuale a favore del sentimento

P.W. ora quarantenne, era solito avere molte relazioni sessuali di breve durata, alle volte anche simultaneamente. Trovava sempre difetti e limitazioni in ogni sua partner, cosa che lo portava ad “annoiarsi” in breve tempo. P.W. si lamentava di non riuscire a trovare la “donna dei suoi sogni.” Sebbene fosse felice della sua libertà sessuale e della varietà di esperienze, gli mancava la presenza di una vera compagna, qualcuno con cui si fosse sentito ispirato e potesse creare una famiglia.

In quel periodo stava avendo una nuova relazione ma sentiva fosse il momento per chiudere. Il suo commento fu : “penso mi stia venendo la depressione. Ho quasi 40 anni, sto diventando vecchio, presto non avrò più un aspetto attraente…non riuscirò mai ad avere una moglie e una famiglia.” “il pensiero di non stare più con B. mi ferisce, sebbene so che sarebbe una mia responsabilità, un mio errore, lei è una gran donna, e sento di essere cresciuto attraverso la nostra relazione, ma so che prima o poi arriva inevitabilmente la fine..credo di essere condannato a provare continuamente il dolore della separazione, perché il mio cuore non riesce mai a colmarsi…

Gli fù dato Sticky Monkeyflower, e un mese e mezzo dopo mi disse: “Mi sento un quarantenne maturo ora. Nonostante abbia ancora qualche paura riguardo le donne. Riesco a vedere la forte connessione che esiste con la mia ragazza. Mi sento unito a lei, nel profondo….il desiderio sessuale è diminuito, ma è aumentato il sentimento….il tempo che passo con lei è così appagante.” Quindi con voce ufficiale, quasi stesse per annunciare qualcosa di speciale o di veramente insolito per lui, disse : “Celebreremo insieme il mio compleanno! Non riesco neanche a pensare di non stare insieme quel giorno.”

P.W. era piuttosto preoccupato della diminuzione del desiderio sessuale, “eppure”, aggiunse in modo perentorio ma anche sorpreso : “Vivo meglio adesso di prima, quando c’era tutta quell’attrazione sessuale…vedremo….certo, mi piacerebbe che ci fosse ugualmente la stessa eccitazione sessuale, in effetti c’è nè, solo che è molto diminuita…voglio che B. diventi mia moglie, solo che ho paura di non rimanerle fedele…, ok, queste sono solo parole, so bene che non sono il tipo di persona che va in cerca di relazioni extra-coniugali….” Durante tutti gli anni in cui P.W. mi è venuto a trovare per affrontare i suoi vari problemi personali, questa era la prima volta in cui gli sentivo dire di voler qualcuna come sua moglie. Lo disse in modo molto naturale, come se non fosse una cosa nuova per lui, come se non notasse affatto la differenza del suo comportamento rispetto al passato. Fu a quel punto che menzionai Sticky Monkeyflower e le sue proprietà. “Voglio ancora quest’essenza!” Mi disse : “La prego non si dimentichi di aggiungerla alla mia boccetta…..”

Per un periodo significativo dopo questo episodio, non ho più continuato il trattamento con P.W., i suoi sentimenti riguardo la sessualità e le relazioni erano comunque complessi, e sicuramente avrebbero richiesto un sostanzioso lavoro interiore. Credo comunque che Sticky Monkeyflower gli abbia concesso la possibilità di fare esperienza di una reale connessione e comunione con un altro essere, permettendo il riconoscimento di tale cambiamento all’interno della coscienza. In ogni caso, il singolo rimedio, non facilita necessariamente un completo cambiamento dell’intero background emozionale legato alle proprie convinzioni e sentimenti riguardo la sessualità.

Scarlet Monkeyflower
integrare un aspetto “inaccettabile” del Sé

La mia casistica con Scarlet Monkeyflower suggerisce una più ampia gamma di possibili applicazioni, non solo per situazioni di “paura e repressione delle emozioni” ma anche per i conflitti generali che intercorrono fra il sistema di convinzioni di una persona (ciò che in psicanalisi è chiamato superego) e il suo lato più istintivo.

La descrizione che ne fa il Repertorio delle Essenze Floreali la indica per quei casi in cui ci sia “una demoniaca forza esplosiva, in agguato dentro di sé” indicando con questo, uno stato psicologico alquanto terrificante. Altre essenze come Crab Apple e Cherry Plum si rivolgono a problematiche simili.

La mia osservazione clinica dimostra che Scarlet Monkeyflower può essere indicata anche per situazioni in cui ci sia disapprovazione di particolari aspetti di sé stessi, quindi non solo per la rabbia o per attitudini e sentimenti esplosivi. La sua azione può bilanciare la tendenza a rifiutarsi a causa della difficoltà a conformarsi con i dettami del proprio superego.

Alcuni esempi possono includere dei bisogni conflittuali, delle situazioni di vita problematiche che portano il soggetto in opposizione ai suoi canoni morali interiori oppure debolezza ed errori risultanti dai sentimenti di auto-rigetto. Tali parti del Sé non devono necessariamente essere infuse di collera o iper-emotività, sebbene possa spesso essere questo il caso.

Estendere l’indicazione di Scarlet Monkeyflower per quelle situazioni in cui ci sia un “qualsiasi aspetto che possa essere percepito come inaccettabile da parte del Sé” (un altro termine potrebbe essere Distonia) può ampliare lo spettro d’uso dell’essenza ed essere di aiuto per quei problemi che la psicoterapia ha difficoltà a trattare.

Di seguito espongo quattro casi che condividono una base comune di rifiuto versò sé stessi, sensi di colpa e anche paura di rifiuto da parte del prossimo (sia effettivo che immaginario). In tutti questi casi l’essenza di Scarlet Monkeyflower ha aiutato il soggetto a raggiungere uno stato di auto-accettazione e a trovare il modo di gestire i loro reali problemi. Solamente dopo che le dolorose attitudini di fuga, frustrazione e rifiuto sono state sostituite con un senso di accettazione della situazione sono avvenuti dei reali progressi.

Caso A : risolvere una situazione di forte ansia e depressione

Il mio primo caso con Scarlet Monkeyflower riguardò G.H. un uomo quarantaquattrenne sofferente di forti crisi d’ansia legate ad un imminente processo legale. Dopo un periodo piuttosto lungo di disoccupazione aveva trovato lavoro in una compagnia che offriva un trattamento veramente buono. Alcuni mesi più tardi si rese improvvisamente conto di alcune transazioni finanziarie illegali che avvenivano all’interno dell’azienda.

Ero completamente preso dal panico, volevo mollare tutto e scappare via all’istante,” mi disse, “ma poi, quando ho provato a farlo, ho scoperto che il pensiero di tornare ad essere disoccupato di nuovo era una prospettiva ugualmente terrificante, se non addirittura peggio! Così mi convinsi ad aspettare a dimettermi e nonostante il panico alla fine presi la decisione di rimanere…e nel frattempo cercarmi un altro posto.”

Ad ogni modo, durante quel periodo, la situazione venne a galla e portata davanti ad un tribunale. G.H. era preoccupato delle conseguenze e altresì si vergognava che un suo possibile coinvolgimento venisse reso pubblico. Egli mi confidò : “ciò che rende la situazione intollerabile è che non riesco ad accettare il modo in cui mi sono comportato. Se fossi accusato di qualcosa per cui la mia coscienza si può assumere la responsabilità, o se fossi condannato per qualcosa che non ho realmente compiuto, non soffrirei in questo modo. Invece, sono io che accuso mè stesso, perché ero a conoscenza del problema ma ho accondisceso e non mi sono licenziato. La mia prima reazione è stata di pensare al suicidio, ma dopo alcune settimane, lentamente, mi sono reso conto che avrei potuto affrontare la situazione.”

Il suo avvocato rivelò che, obbiettivamente, la situazione di G.H. non era poi così grave. Nonostante questo, il contesto psicologico creava in lui una forte ansia. Era convinto che le sue emozioni avessero a che fare con la paura. Concludemmo che ciò che gli aveva impedito di assumersi il coraggio, era la mancanza di approvazione per il suo stesso comportamento.

G.H. si interrogava incessantemente riguardo il suo modo di agire. Era depresso ed alla ricerca di significati più profondi. Intanto che un’ essenza dopo l’altra veniva provata e quindi messa da parte, incominciai a perdere speranza di riuscire a comprendere la natura del suo problema interiore. Finalmente, un giorno mi disse : ” sai, dentro di me, nel profondo della mia anima, non mi sento realmente in colpa, perché conosco le esatte circostanze della situazione. Eppure, non riesco a smettere di giudicarmi così severamente….ciò che sto facendo è auto-sabotaggio…come Jean Valjean, l’eroe dei Miserabili di Hugo…quest’uomo attraversa continui torturanti “conflitti interiori” cercando di decidere se debba rivelare i propri crimini o fare del suo meglio per salvarsi dalle conseguenze che si prospetterebbero.”

Finalmente, la mia valutazione intuitiva della situazione mi condusse a Scarlet Monkeyflower. Iniziai a considerare la sua reazione psicologica come ad un modo per resistere ad un aspetto “oscuro” di sé stesso, per impedirgli di emergere alla coscienza ed integrarsi nel suo Sé.

I risultati furono straordinari, con un immediato sollievo dalle sofferenze interiori. Ansia e paura furono trasformate e ridimensionate per essere messe in una prospettiva più realistica. Lo strano senso di colpa cambiò per lasciare spazio alla riconciliazione con il suo Sé interiore. Finalmente, G.H. era in grado di provare comprensione per sé stesso. Il livello di ansietà diminuì permettendogli di percepire di nuovo i fatti attraverso il buon senso.

G.H mi raccontò : “All’improvviso mi sono accorto che ciò che mi stavo facendo era disumano, che dovevo smetterla di essere così crudele con mè stesso! Ora capisco che, dopo tutto, questo non è un caso così drammatico!… Non intendo dire che approvi ciò che è successo, ma posso accertarlo e perdonarmi, perché sono solo un essere umano, come chiunque altro.

G.H. poté percepire l’effetto quasi immediato di Scarlet Monkeyflower. Ora era in grado di affrontare il processo e gestire questa difficile situazione. Era lucido e ragionevole e fece del suo meglio per difendersi. Essendo una persona sensibile, ebbe ancora bisogno di sostegno per la sua attitudine all’ansia, ma, una volta che i conflitti furono risolti, tutto procedette con semplicità.

Caso B : identità familiare minacciata

B.N., età 53, è un’impiegata statale di alto livello, gran lavoratrice, molto capace e rispettata in società. L’integrità morale e la rettitudine sono sempre stati un tratto molto marcato della sua personalità. Lavoravo con lei già da un anno circa, per problemi sia personali che legati alla sua famiglia. Un giorno, arrivò al suo appuntamento estremamente ansiosa ed irritata : un suo lontano parente era coinvolto in alcuni fatti illegali relativi alla gestione di un reparto nel posto in cui egli lavorava.

B.N. era sopraffatta dall’ansia, praticamente in panico, sebbene nessuna spiegazione logica potesse essere trovata per giustificare tali sentimenti. Nonostante non fosse direttamente coinvolta dall’incidente, l’identificazione di B.M con la rettitudine morale era stata posta sotto minaccia. Temeva di venir esposta pubblicamente in qualche modo a causa della sua lontana parentela con l’interessato. Non poteva tollerare di doversi vergognare per qualcosa che lui aveva fatto.

Gli prescrissi Scarlet Monkeyflower, e quando la rividi due settimane più tardi al nostro colloquio, parlò diffusamente di un sacco di cose, “tranne” che del procedimento legale che era ormai in atto. Come spesso accade, chi assume le essenze floreali, non si rende conto delle dinamiche psicologiche che stanno avvenendo interiormente.

Alla fine della seduta, gli chiesi cautamente : “a proposito, come vanno le cose con quel suo parente?” Gli ci volle un momento per fare mente locale, quindi con tono alquanto filosofico e indifferente mi disse : “Ah, riguardo quella faccenda……cosa vuole, non c’è molto che possiamo fare… lo vede come si comporta la gente?…non si sa mai cosa aspettarsi nella società in cui viviamo.

Caso C : affrontare il senso di vergogna causato dai propri risultati scolastici

Questo ulteriore caso riguarda il figlio di una donna già menzionata in precedenza, il quale stava andando non troppo bene a scuola. Egli era iperattivo e trascurava lo studio. Il suo unico desiderio era passare tutto il tempo a giocare con i suoi amici. La situazione faceva arrabbiare il padre, che aveva preso ad insultare il ragazzo.

La mia sensazione era che il ragazzo provasse vergogna per i propri scarsi risultati e per non essere uno scolaro diligente, ma possedeva un forte senso di dignità, e nonostante sapesse, che ad un certo livello, il padre aveva ragione ad essere arrabbiato con lui, provava un forte imbarazzo per non essere in grado di dire al padre : “tu hai torto, io non sono così.”

La rabbia nei confronti dei genitori, e del padre in particolare, lo spingeva ancora più lontano da casa, cercando sollievo nei giochi. Sospettavo che l’inconscia disapprovazione di sé stesso fosse una delle ragioni del perché egli fosse sempre così arrabbiato, reattivo e attaccabrighe nei confronti di suo padre.

Scarlet Monkeyflower aiutò il ragazzo a venire a patti con questo lato di sé stesso, per lui inaccettabile. La volta successiva in cui la madre venne a trovarmi, mi raccontò : “E’ diventato molto più calmo in questi giorni. Non sta studiando più di prima, ma la sua concentrazione è migliorata e inoltre è molto più cooperativo nei confronti di suo padre.”

Caso D : passare dal rifiuto all’assunzione di responsabilità verso sé stessi

K.B. età 25, quasi al termine dei suoi studi come estetista, dimostra un grande interesse verso la terapia con le essenze floreali e pensa di utilizzarle in futuro all’interno della sua professione. Durante una discussione sulle essenze della famiglia Monkeyflower e di altre essenze indicate per il trattamento della paura, le esposi la mia teoria riguardo l’estensione dell’uso di Scarlet Monkeyflower. Immediatamente disse che questa era sicuramente un’ essenza per lei e mi chiese di poterla avere. Come mi spiegò in seguito, il suo problema riguardava una parte si sé verso cui provava un profondo rigetto, la sua vita sessuale, che percepiva come “eccessiva e sbilanciata.”

Dopo diversi giorni di trattamento con l’essenza, K.B. scrisse : “nel profondo, mi sono sempre considerata una specie di Maria Maddalena (altro termine usato per indicare una “peccatrice”). Soffrivo a causa di questa illogica parte di mè che mi spingeva verso quel modo di vivere. Mi condannavo sentendomi una persona di scarso valore. Alle volte ho pensato di meritare una punizione severa così da essere purificata.”

Quando ho scoperto Scarlet Monkeyflower” lei scrisse “Ho iniziato finalmente a “respirare”. Il peso che sentivo dentro il mio animo ha incominciato ad alleggerirsi, e il profondo senso di vergogna a dissolversi. Questo non significa che voglio tornare sulla vecchia strada……Prima, ero solita lottare contro quella parte di mè così dura e ipercritica, nonostante i miei sensi di colpa e autopunizione. Ora capisco che soltanto raggiungendo una reale libertà interiore siamo in grado muoverci verso la vera responsabilità di noi stessi. Scarlet Monkeyflower, insieme ad Hibiscus e a White Trumpet (Easter) Lily mi hanno fornito i mezzi per imparare ad accettarmi, e a liberarmi dai sentimenti di rifiuto e di sporcizia interiore che avevo provato fino a quel momento.”

Il genere botanico Monkeyflower : Essenze uniche per le paure dell'Anima di Richard Katz



 


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